
Riceviamo e pubblichiamo dal collettivo C.A.Nicola di Perugia:
«Non si tratta di un problema di “formazione”. Le Forze dell’Ordine tutelano, come si evince dal nome, l’Ordine. Se l’Ordine prevede di schierarsi a protezione dei grandi della Terra, picchieranno, spareranno, sequestreranno e tortureranno, oggi come 25 anni fa. Se l’Ordine prevede la complicità in un genocidio, ci faranno schizzare gli occhi dal cranio a suon di candelotti lacrimogeni per garantire che questa connivenza non venga contestata. Se l’Ordine prevede di dare la caccia al nemico pubblico di turno, inventato appositamente per distrarci da chi veramente ci deruba ogni giorno, rastrelleranno chi somiglia anche solo vagamente al profilo indicato. Se l’Ordine prevede che una persona in cerca di aiuto vada considerata una minaccia perché “pazza”, che la sua vita abbia meno valore in quanto percepita come “straniera”, agiranno di conseguenza.
Sarebbe ingenuo attendersi qualcosa di diverso. Se mai si comportassero altrimenti, cesserebbero di essere Forze dell’Ordine.
Succedono tante cose in questi giorni di luglio, che hanno visto l’assassinio di Abderrahim Fakir (anche se a chi l’ha compiuto deve essere parsa più una soppressione, da cui congedarsi nettandosi le mani). Si concretizza la riforma del diritto sull’immigrazione, che dilata le frontiere e rende i confini ubiqui. L’ennesima decretazione d’urgenza in tema di sicurezza codifica il “maranza”, il suo nuovo spauracchio, mostro e preda al tempo stesso. Non si ferma la militarizzazione dello spazio urbano, prosegue la criminalizzazione del malessere sociale: in questo contesto l’omicidio di Fakir Abderrahim non è stato un errore di calcolo, ma l’inevitabile risultato del razzismo di Stato. E voi, che vi scandalizzate perché alcune persone temono le forze dell’Ordine, siete davvero convinti che vi troverete sempre dalla parte giusta dell’Ordine e della Sicurezza? Siete certi di conservarvi abbastanza ricchi, bianchi, sani, ben vestiti, al di sopra di ogni sospetto e pregiudizio? Siete davvero così sicuri di non aver nulla da temere?»
Collettivo Antirazzista Nicola