turba

  • Si scrive remigrazione, si legge deportazione

    Saremo al presidio di domani giovedì 7/05 alle 18h00, ci si vede fuori del Plaza Hotel di via Palermo (zona parcheggio di Confindustria).

    A Perugia si riunisce il Comitato Remigrazione e Riconquista, sigla ombrello che riunisce Casapound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti e Brescia ai Bresciani. Vien da dire «bene, argissero», ma non ci si può limitare a una comoda e campanilista scrollata di spalle. Per quanto ci riguarda, per il fascio non c’è posto né qui, né altrove.

    In breve: fuori i fascisti dal cosmo.

    Nuova veste per una vecchia passione dei fasci: “REMIGRAZIONE”. Tradotto? Centri di raccolta e deportazioni. Altre parole sono solo un fiocco superfluo, buono per l’elettorato. Lo aveva già scritto Hannah Arendt più di 70 anni fa: se il problema che ci poniamo è come rendere nuovamente esiliabile il profugo, la soluzione che si prospetta sarà sempre il campo di internamento. Non serve che ce lo proponga un convegno di fascisti e illustri paladini della violenza maschile, sebbene riconosciamo loro una comprovata esperienza nel difendere a spada tratta chi opprime e profitta dei sistemi di dominio, siano questi patriarcali o capitalistici.

    È del tutto privo di senso affermare che la miseria delle nostre vite (stipendi da fame, rincari di affitti e beni di prima necessità, tagli alla sanità e ai servizi di base, devastazioni ambientali) sia imputabile a persone che lasciano i loro paesi di origine mosse da povertà, guerre, crisi climatica. Però ha un pregio: è facile e semplicistico. Devia l’attenzione dalle ragioni strutturali del malessere e ci offre un comodo capro espiatorio.

    Il sistema economico si regge sul nostro sfruttamento, ma anche sui profitti di colonialismo e saccheggio degli ecosistemi: in un tale quadro guerre e genocidi sono solo ulteriore occasione d’affari. Per questo le persone lasciano la propria casa nella speranza di una vita più degna, e per lo stesso motivo le nostre esistenze sono impoverite e distrutte.

    Di fronte a tutto questo, i fascisti fanno quello che gli riesce meglio: proteggono i loro padroni e si sbracciano ad indicare un nemico più congeniale, arringando le cenciose trincee della guerra tra pezzenti.

  • Un mondo senza sogni

    Sabato 9 maggio a fumetti! Dal pomeriggio spazio illustrazioni antimilitariste, presentazione graphic novel e per finire musica onomatopeica.

    Programma:

    15h00

    Spazio sovversione propaganda

    Un ambiente tranquillo dove ideare, illustrare, scrivere, incidere e graffiare opere contro la militarizzazione dell’immaginario collettivo.
    In risposta all’appello di graficAttac: chiamata alla creazione, condivisione, diffusione e attacchinaggio di materiale grafico per sabotare la propaganda bellica.

    18h00

    Sigma 13 & il mondo senza sogni

    di Loredana Oddone e Sergio Tosato, Nautilus Autoproduzioni, 144 pagine, colore.

    «Tre secoli prima degli eventi narrati, i poteri vigenti avevano deciso di controllare i sogni delle persone, soprattutto a causa dell’esistenza dei “Veggenti”, capaci di pilotare i propri sogni e vedere anche i futuri più probabili. Fecero costruire, dagli scienziati, una macchina che inducesse sogni predeterminati nella gente: Σ, la cui 13a versione fu quella definitiva. Perché funzionasse, avevano bisogno dell’energia mentale dei Veggenti, così iniziarono a perseguitarli, imprigionarli e usarli a tale scopo.

    Dopo pochi anni, sul pianeta si verificò una catastrofe: il B.B.O., il Big Black Out, le luci si spensero per non riaccendersi più. Le conseguenze furono tali che il pianeta risultò quasi inabitabile per circa due secoli, obbligando la maggior parte degli umani sopravvissuti a vivere nel sottosuolo o a subire le conseguenze dell’esposizione alle radiazioni e nubi tossiche. Σ13, essendo autonoma energeticamente, continuò a funzionare, ma subì dei danni durante gli eventi che seguirono il B.B.O. e, invece di condizionarli, cominciò a inibire i sogni. La quasi totalità degli esseri umani smise di sognare. I Veggenti continuarono a farlo ma non furono più in grado di gestire i sogni diventando i “Vedenti”. Ad alcuni rimase la capacità di avere brevi flash del futuro e, mettendoli insieme, riuscirono a predire la nascita di un nuovo veggente e di come sarebbe riuscito, insieme ai suoi compagni, a spegnere la macchina per sempre.

    Questa è la storia di come Ren e Xino, da un incontro casuale, andranno insieme alla ricerca di dieci “Chiavi” necessarie al successo della missione, sviluppando un’amicizia e dei legami che gli permetteranno di far tornare il mondo a sognare.»

    21h00

    Cena & Concerto

    Raffinatezze per palati esigenti e a seguire soavi motivetti con:

    Anestesia Rapida (anarcho raw crust da Torino)

    Isa Roseid (noisecore da Jesi e dintorni)

    Nulla+ (blackened hardcore endemico)

    Da Anestesia Rapida a Nulla+: non un semplice concerto, ma un valido progetto per il fine vita. In tempi di arruolamento generalizzato, anche l’eutanasia è diserzione.

  • Oltre

    Domenica 15 marzo. Oltre.

    È veramente possibile abolire il carcere, ripensare la nostra idea di giustizia quale debito da ripagarsi in sofferenza individuale e collettiva? Per saperlo è necessario spingersi oltre, e farlo insieme: perché le sbarre sono tali da entrambi i lati.

    Due volumi a confronto per provare a immaginare un’alternativa al modello punitivo, accomunati non a caso dalla preposizione che indica il superamento. Oltre.

    Ripensare la giustizia. Oltre il modello retributivo (M. Beraha, Carocci 2025);

    Oltre la fabbrica dell’esclusione. L’abolizionismo carcerario come utopia concreta (L. Cherubini Scarafoni, Cronache Ribelli 2023);

    Le autrici:

    Marina Beraha ha svolto il dottorato di ricerca all’Université Grenoble Alpes e all’Università degli Studi Milano, dove attualmente collabora con la cattedra di Filosofia morale. Ha lavorato come coordinatrice di un progetto universitario di supporto allo studio per le persone detenute nelle carceri milanesi di Opera e Bollate, esperienza che l’ha condotta a una messa in critica degli elementi punitivi inerenti al vigente concetto di giustizia, fino alla maturazione di una prospettiva abolizionista.

    Ludovica Cherubini Scarafoni ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Perugia nel 2022, percorso concluso con una tesi sull’abolizionismo carcerario da cui il libro trae origine. Attualmente è dottoranda presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo, curriculum “Studi di genere”, dove porta avanti un progetto di ricerca su abolizionismo e questione di genere. All’impegno universitario si lega la partecipazione ad attività sul campo sotto forma di sportello dei diritti, svolta in due case circondariali italiane dal 2023 ad oggi.

    In collaborazione con PippiLotta – autodifesa femminista. L’autodifesa è qui e ora, ma cosa c’è oltre? Il nostro dojo è il mondo (e non sempre c’è il tatami).

    Programma:

    15h00 PippiLotta – autodifesa femminista, allenamento aperto.

    17h00 Marina Beraha, autrice di Ripensare la giustizia. Oltre il modello retributivo (Carocci 2025), in dialogo con Ludovica Cherubini Scarafoni, autrice di Oltre la fabbrica dell’esclusione. L’abolizionismo carcerario come utopia concreta (Cronache Ribelli 2023).

    Per tutta la giornata:

    Lettera libera tuttx – angolo posta in carcere: nello spazio è sempre presente una postazione con buste, carta da lettere e un indirizzario il più possibile aggiornato per scrivere allx prigionierx.

    Spazio contributi Scarceranda: per tutta la durata dell’iniziativa, sarà possibile scrivere/disegnare contributi per l’agenda anticarceraria 2027 in un ambiente tranquillo e fornito di materiale (se però vuoi portarne da casa torna sempre utile). Ma cosa è Scarceranda? È l’agenda contro il carcere, giorno dopo giorno, dal 1999. Scarceranda viene donata alle persone prigioniere che ne facciano richiesta o segnalate a Radio Onda Rossa, che provvede alla spedizione postale in carcere. Questo è possibile grazie al sostegno di chi, liberx, “acquista” Scarceranda: per ogni copia comprata fuori, una viene mandata dentro. Scarceranda accoglie sulle sue pagine disegni e anche scritti: saggi, racconti, poesie, ricette culinarie (l’agenda ospita le Ricette evasive: di facile preparazione servendosi del fornelletto, pensate soprattutto per chi è prigionierx, riutilizzando parte del vitto fornito dall’amministrazione penitenziaria). Perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva.

  • Niente panico!

    Sabato 7/03, un incontro alchemico a cura di Smash Repression Perugia!

    «Come rete Smash Repression di Perugia lanciamo la necessità di costruire una giornata di raccordo in merito a repressione e silenziamento del dissenso per elaborare pratiche di resistenza collettive.
    Se sei una collettiva, singolx, assemblea spontanea, spazio in liberazione, crew e non solo in contesti di T.A.Z. hai sperimentato l’effetto del braccio schiacciante repressivo, questo momento è aperto anche a te!
    Non c’è autodifesa senza consapevolezza, costruiamola insieme!
    Riprendiamoci i momenti di confronto che ci hanno negato e ci stanno negando tramite l’insediamento quotidiano di isolamento e solitudine.

    Non vogliono che stiamo bene.
    Vogliono che stiamo buonx!

    La giornata sarà interamente dedicata all’autofinanziamento della Street Parade»

    Programma:

    Dalle 14h30 pomeriggio di scambio tra Laboratorio Antiproibizionista Bologna – Lab57 e lo snodo perugino di street medic: autoformazione, riflessioni su pratiche comuni e possibili interazioni in contesti differenti;

    Alle 20h00 cena – street food (nel senso che il ricavato andrà a nutrire la street parade);

    Dalle 22h30 dj-settete!

  • Primo Intervento in Piazza Per Antagonistx – vol. IV

    Venerdì 27 febbraio alle 18h00 (a seguire cena bellavita, se puoi porta qualcosa da condividere!)

    Non ti piace l’odore del CS al mattino?

    Hai la mania del pulito e ti secca lasciare macchie rosse su manganelli e anfibi altrui?

    Il tuo cranio non si è rotto e per questo vogliono accollarti resistenza a pubblico ufficiale?

    Ritieni di mantenere una sufficiente igiene personale anche senza venire periodicamente investitx dal getto dell’idrante?

    Da sempre grande fan di aerosol e lacrime, ma preferibilmente sul divano e accompagnati da una tisana?

    Abbiamo ciò che fa per te.

    P.I.P.P.A. – Primo Intervento in Piazza Per Antagonistx.

    Proseguono le autoformazioni!

    Se la repressione si fa più violenta, noi famo P.I.P.P.A.

    Siete gasatx? Capita, niente panico.

  • Un libro illegale

    Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano “contro le Olimpiadi”

    Giorgia Meloni sulle contestazioni alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

    C’è dell’involontaria poesia nella prosa rivelatrice di Giorgia Meloni.

    Migliaia e migliaia di italiani

    Lezione numero uno delle arringhe demagogiche: alludere sempre a grandi numeri, che siano orde di invasori o falangi di sostenitori.

    Lavorano

    Lavorano? Come il personale delle pulizie dei lussuosi hotel milanesi, pagato a cottimo e in condizioni prossime alla servitù per pulire camere da 800€ a notte? Come il vigilante morto di freddo per 5€ l’ora mentre montava la guardia in un cantiere di Cortina? O come le persone strozzate dal caro affitti ed espulse dai propri quartieri in nome del profitto e della speculazione?

    Tantissimi lo fanno da volontari

    Giustappunto. Una volta di più suggeriamo l’accostamento ossimorico del lavoro-volontariato, così che non venga in mente di lamentarsi per le paghe irrisorie. Dopotutto, c’è chi lavora per niente.

    Perché vogliono che la loro Nazione sia ammirata e rispettata

    Finalmente possiamo gettare la maschera dello sport e dello spirito olimpico. Dietro c’è la consueta Nazione con la N maiuscola. In buona compagnia di altre Nazioni dalle N maiuscole, da ammirare e rispettare, possiamo ad esempio nominare Israele, con la sua agenda coloniale e genocida, o gli USA, con l’ICE al seguito.

    E infine Loro. I nemici dell’Italia e degli italiani

    Che, pensate un po’, manifestano

    Come osano?

    Nazione e nemico. Retorica puntellata a forza di decreti Sicurezza, in vista della necessità di mantenere con violenza un ordine delle cose sempre più intollerabile. Nazione e nemico. Perché la guerra viene sempre preparata al passo del militarismo e annunciata dal suono della fanfara nazionalista. Nazione e nemico. Perché non si dà guerra fuori dei propri confini senza che vi sia guerra all’interno di essi (il che la dice lunga sulla natura dei confini, e sulla loro reale funzione).

    Contro questo immaginario mortifero e le pratiche da esso fondate, sabato 21 febbraio, dalle 17h00, ci vediamo al Turba per la presentazione del volume collettivo Questo libro è illegale. Contiene parole che insidiano la “sicurezza”, a cura di Osservatorio Repressione e Volere la Luna, Altreconomia edizioni, 2025. Interverranno due tra lx tantx autorx del testo, Enrica Rigo e Livio Pepino e sarà presente Francesco di Pietro, avvocato ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.

    Dalla Premessa del libro:

    “Questo libro è illegale”: un titolo per dirlo.

    Per dire che non ci riconosciamo in una legalità autoritaria preordinata a tutelare lo status quo. Per dire che il nostro riferimento sono le libertà e i diritti (riconosciuti, del resto, dalla Costituzione repubblicana) e non il Testo unico di Pubblica Sicurezza. Per dire che il mondo che vogliamo si fonda sul diritto alla felicità per tutte e tutti (antica ambizione delle stesse costituzioni liberali) e non sull’ossessione della paura. Per dire che il diritto penale e il carcere sono misure eccezionali e non strumenti di governo ordinario della società. Per dire che il conflitto sociale non è un fatto eversivo ma il motore dell’emancipazione delle persone. Per dire che i migranti, i marginali e i ribelli non sono i nemici della società ma i costruttori (spesso sensibili e sofferenti) del futuro che ci aspetta.

    Oggi non è così. Lo sappiamo bene. Vediamo, intorno a noi, i tratti di uno Stato di polizia, la crescita delle istituzioni chiuse (il carcere, i centri di detenzione per migranti e non solo), la criminalizzazione di vaste aree sociali, l’inasprimento delle pene, la trasformazione del pensiero dominante in pensiero unico, la qualificazione del dissenso come reato, l’emergere di un rancore sociale sordo e ostentato. Il tutto in un quadro di nazionalismi esasperati e della rivendicazione anche teorica della violenza e della guerra (di una guerra che ricorre finanche al genocidio) come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e di normalizzazione delle società.

    Lo sappiamo. Ma non ci rassegniamo.

    A seguire cena e insicurezza uditiva con:

    Avalon (krautrock)

    The Big Gloom (blackened sludge)

    Pensieri Oltre (estremismo sonoro)

    In collaborazione con:

    Altreconomia

    Osservatorio Repressione

    Volere la Luna

    Ponte Solidale (con il contributo del progetto “Alla ricerca di equi-libri” L.R. 06/02/2007 n.3 – Diffusione del commercio equo e solidale in Umbria).

  • Carta da Parata!

    Il nodo perugino di Smash Repression chiama a raccolta per la realizzazione di maschere di cartapesta in vista della street parade che percorrerà le strade della nostra città questa primavera!

    «Nuova laboratoria che salperà per la prima volta questo venerdì, 13 febbraio, alle ore 16:00 presso il c.a.o.s. Turba! Comincia a recuperare giornali, porta dei pennelli se li hai e allo spazio troverai tutto il resto, come colla vinilica e presa bene!

    Creare insieme
    Sovvertire insieme»

  • Terraliquida a Perugia

    Due destabilizzanti dì di dissesto.

    sabato 31/01 e domenica 01/02 Terraliquida al Turba!

    Terraliquida è un collettivo di volontar* e attivist*, che mettono a disposizione tempo e competenze per fronteggiare emergenze postalluvione, partecipando a reti di solidarietà attiva.

    Terraliquida raggiunge anche le piccole realtà abbandonate dalle amministrazioni locali e porta soccorso dove le organizzazioni più grandi non riescono o non hanno interesse ad arrivare. In questo senso si oppone attivamente alla strategia di spopolamento forzato delle zone marginali, cercando invece di elaborare e realizzare nuovi modelli ecologici di vita e di convivenza sul territorio.

    Contro il dissesto idrogeologico permanente.

    Programma

    Sabato 31/01, dalle ore 16h00:

    Terraliquida si presenta; amabili chiacchiere su emergenze permanenti e possibili risposte dal basso;

    cena (il ricavato andrà a sostegno dei progetti futuri di Terraliquida – che prevedono un furgone attrezzato, dai un’occhiata qui).

    A seguire dissesto fonogeologico da Firenze con Meifu (doom e psichedelia) e Donald Mortem (powervirulence).

    Area distro distrofica.

    Domenica 01/02, dalle ore 13h00:

    pranzo bellavita;

    workshop street medics: scambio autoformazioni su primo soccorso in mezzo al disastro, umano e climatico.

  • Primo Intervento in Piazza Per Antagonistx – vol. III

    Domenica 25 gennaio alle 14h30 (se vieni prima pranziamo insieme, se puoi porta qualcosa da condividere!)

    Non ti piace l’odore del CS al mattino?

    Hai la mania del pulito e ti secca lasciare macchie rosse su manganelli e anfibi altrui?

    Il tuo cranio non si è rotto e per questo vogliono accollarti resistenza a pubblico ufficiale?

    Ritieni di mantenere una sufficiente igiene personale anche senza venire periodicamente investitx dal getto dell’idrante?

    Da sempre grande fan di aerosol e lacrime, ma preferibilmente sul divano e accompagnati da una tisana?

    Abbiamo ciò che fa per te.

    P.I.P.P.A. – Primo Intervento in Piazza Per Antagonistx.

    Proseguono le autoformazioni!

    Se la repressione si fa più violenta, noi famo P.I.P.P.A.

    Siete gasatx? Capita, niente panico.

  • Colpevoli di Palestina

    Venerdì 16 gennaio, in Abruzzo, si terrà l’ultima udienza del processo ad Anan, Ali e Mansour. Sotto al tribunale de L’Aquila – via XX settembre 68, L’Aquila (AQ) – ci sarà un presidio in sostegno agli accusati, dalle ore 9h30. La resistenza non si arresta!

    In serata a Perugia ospiteremo invece un’iniziativa in solidarietà ad Anan, Ali e Mansour.

    In programma alle 19h001 la proiezione di Colpevoli di Palestina (2025), documentario di Giacomo Villa. Un’inchiesta sul processo ad Anan Yaeesh, accusato di terrorismo per aver preso parte alla resistenza palestinese in Cisgiordania. Anan viene arrestato in Italia nel 2024, su richiesta di Israele, a fini di estradizione. Quest’ultima impedita da un’istanza della difesa, che sottolinea come lx detenutx palestinesi nelle carceri israeliane vengano sottopostx a tortura. Lo Stato italiano decide allora di farsi vicario di Israele, e non pago di incarcerare Anan, detiene anche due suoi amici, Ali Irar e Mansour Doghmosh: questo al solo scopo di potersi avvalere del celeberrimo 270 bis, articolo che punisce i reati associativi e che spesso viene accollato con elaborate coreografie carpiate per reprimere più duramente le lotte sociali. La pellicola alterna la cronaca delle udienze alle voci che non hanno trovato spazio nelle aule di tribunale: le testimonianze dirette provenienti dalla Cisgiordania occupata, i pareri di espertx e studiosx, le grida di solidarietà sotto le mura del carcere.

    Dopo la proiezione, con il collettivo All Eyes on Palestine, ci sarà occasione di fare due chiacchiere e ricevere aggiornamenti sulla vicenda di Anan, tuttora imprigionato nella Casa Circondariale di Melfi. A seguire cena benefit per le spese legali e catarsi sonora con Discordia e Nasty Nielsen.

    Anan libero, resistere a genocidio e occupazione coloniale non è un crimine, e se lo è, siamo tuttx colpevoli. Colpevoli di Palestina.

    Dal carcere di Melfi
    e fino in Israele
    fuori tuttx dalle galere!
    1. non lo diciamo mai, ma ovviamente è aperto da prima, ché ci tocca cucinare, rassettare, sistemare, pulire, scaldare la sala, fare soundcheck… Insomma, se volete venire in anticipo e vederci nel panico, quando siamo a un passo dal decidere che per il bene della popolazione palestinese è meglio se evitiamo del tutto, ma chi ci pensiamo di essere? ecco. Potete venire. Dateci una mano ↩︎